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| L'abbraccio del cinema a Vittorione |
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Gori, il produttore-bischero più famoso d'Italia, ne ha combinata un'altra delle sue ed è finito a Regina Coeli. Baro o galantuomo? Ai giudici la sentenza. Intanto i grandi nomi della cinematografia nazionale fanno il tifo per lui. di Donatella Percivale In carcere è finito già dal 3 giugno scorso. Causa un bel buco da 24 milioni di euro di una delle sue società la Safin Cinematografica. Da allora il mondo del cinema, non smette di ricordarlo. Baro o galantuomo? Difficile da dire. L'imprenditore, al suo terzo arresto, a navigare nei guai giudiziari è abituato già da un bel po'... A una semplice cronista non resta che documentare i numerosi e sempre più crescenti attestati di affetto e solidarietà che gli giungono da tutta Italia. ''Ti abbraccio e ti aspetto'' gli scrive ad esempio in una bella e lunga lettera il regista Giuseppe Tornatore. "Sono rimasto attonito per questa nuova vicenda. Spero che tu stia bene e ti auguro di tornare con la stessa passione al tuo cinema". Vittorio dei miracoli, però questa volta, sembra aver perso la sua popolare tracotanza e incomincia a accusare i pesi del colpo. Forse è per questo che l'abbraccio simbolico del grande cinema italiano, cui Gori ha contribuito a coltivare, leva alta la sua voce in un momento di forte crisi come questo. E se tra bischeri ci si intende, in cima alla lista dei messaggi troviamo quello del toscanaccio Benigni, che certo non si risparmia nei confronti del produttore. ''Non credo alla fraudolenza ma alla bancarotta sì, perchè Vittorio è una delle persone più generose che io conosca". Dopo Benigni, si fa sentire Mario Monicelli che scrive: "Sono davvero molto dispiaciuto per quello che è accaduto. Non entro nella sfera finanziaria di cui non conosco nulla. Ma mi sento di essere vicino al caro Vittorio come amico e sono certo che a breve potrà uscire da questo momento difficile". Le testimonianze d’affetto arrivano nelle redazioni e negli uffici del gruppo del produttore fiorentino via fax, per lettera, con e-mail, tramite telefonate. Sono messaggi di personaggi illustri che si mescolano a quelli di ex dipendenti, di tifosi della Fiorentina che si ricordano ancora di quando Vittorio Cecchi Gori era presidente, ma anche di tanta gente comune che ha amato, ha sorriso, si è commossa guardando le tante pellicole di successo lanciate dal produttore.Tra le testimonianze di solidarietà anche quelle di Valeria e Vincenzo Salemme, che esprimono tutta la loro riconoscenza: "Che si sappia che noi dobbiamo tutto all’amico Vittorio Cecchi Gori". Il conduttore tv Luciano Rispoli manifesta la sua vicinanza al produttore: "Sono incredulo per quello che sta accadendo al carissimo amico Vittorio. Tutta la mia solidarietà ed il mio sincero affetto, certo che ne potrà uscire in breve". E ancora un altro personaggio della tv, Massimo Giletti: "Sono vicinissimo al mio amico Vittorio". Maurizio e Pupi Avati hanno scritto a Cecchi Gori una lunga lettera in cui lo incitano a "rimetterti in gioco e ripartire con grinta, per non darla vinta a coloro che hanno voluto la tua rovina" e definiscono "ingiusto e insopportabile l'accanimento giudiziario nei tuoi riguardi". "Il cinema italiano e quindi la nostra cultura deve tantissimo alla famiglia Cecchi Gori, ma è bastata una prima scivolata per trasformarla in una catastrofe senza fine, che ti ha travolto". Ai giudici la sentenza.
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