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Who is who

Sechi Michele

Michele SechiComincia, per passione, con la composizione di poesie e racconti. Affascinato dalla cultura della sua isola approfondisce i temi delle tradizioni popolari attraverso ricerche bibliografiche e direttamente “sul campo” attraverso interviste a chi, avendo vissuto determinati periodi storici, porta ancora vivo il ricordo di usi e tradizioni.
Questo particolare interesse gli fa presto allacciare elaborati rapporti con rappresentanti di associazioni culturali per la ricerca ed il mantenimento delle tradizioni folkloristiche e popolari.
Questi studi lo portano alla elaborazione di soggetti e progetti cinematografici che spesso traspone in sceneggiature per poi trarne azioni teatrali, cortometraggi o documentari.
Inizia ad avvicinarsi attivamente al cinema quando, nel 2006, decide di presentare una delle sue sceneggiature al Sardiniafilmfestival, vincendo il concorso.
Concentra allora le sue attenzioni artistiche sul cinema frequentando corsi di regia e lavorando alla realizzazione di clip e cortometraggi, dapprima per acquisire gli strumenti tecnici e, successivamente, come regista ed aiuto regista. Collabora con il “Cineclub Sassari” e con produttori video.
Diverse partecipazioni a concorsi per sceneggiature e cortometraggi lo vedono premiato o selezionato.
Nel 2007, comincia una proficua collaborazione con la compagnia teatrale Paco Mustela di Sassari con la quale collabora, dal punto di vista artistico, per la realizzazione dei suoi cortometraggi e per la particolare e suggestiva azione teatrale ispirata ad una sua sceneggiatura divenuta cortometraggio dal titolo “Sa femina accabadora, in penitentzia de morte, messa in scena in teatro.

Sceneggiature, progetti e cortometraggi


Anno 2006
Scrive la sceneggiatura “DIsamistade”, storia di un episodio di faida dove, nello svolgersi di un azione cruda ed essenziale, il racconto si dipana trai i concetti del rancore, dell’ assenza  e dell’ amarezza per un mancato perdono. Successivamente trasposto in cortometraggio (‘07-‘08) con la regia dello stesso autore, vanta la collaborazione del “Cineclub Sassari”, della “Bencast” videoproduzioni, della compagnia teatrale “Paco Mustela”, del compianto M° Tonino Puddu, del Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna e dell’ Assessore al turismo della Provincia di Sassari.
Nel novembre dello stesso anno scrive la sceneggiatura “La notte del Pescatore”, soggetto malinconico che, nell’ umido di una piovosa notte d’inverno, vede il protagonista della storia, un maturo pescatore, arrendersi alla realtà di dovere soggiacere alla necessità di sopravvivere affrontando il rischio di dovere uscire per mare. Unici testimoni dei suoi sacrifici un gruppo di gabbiani che, accompagnandolo con il loro particolare verso, sembrano volere condividere con lui lo scarso pescato.

Anno 2007
Scrive la sceneggiatura  “Lo Specchio”, racconto di un vecchio contadino che nella solitudine delle sue ormai  monotone giornate si ferma ad osservare la sua immagine riflessa da uno specchio: le sue profonde rughe, quei solchi che scandiscono i suoi sacrifici, fanno affiorare in lui vecchi ricordi… Successivamente viene trasposto in cortometraggio con la regia dello stesso autore e con la collaborazione della compagnia teatrale “Paco Mustela”, della “Jeides” produzioni.
Nello stesso anno realizza la sceneggiatura “Viaggio di Lavoro”,  per conto del produttore “Adon” e il progetto cinematografico “I moti del pane del ’44 ad Ozieri”, una ricerca storiografica compiuta attraverso il recupero di scritti, atti processuali, ricerche bibliografiche, e testimonianze orali. Una docu-fiction che racconta di un preciso episodio accaduto nella cittadina di Ozieri, in provincia di Sassari, nel quale alcune centinaia di abitanti, oppressi dalla fame, si costituirono in collettivo e decisero di assaltare i granai dei ricchi possidenti per potere sfamare se e i propri familiari. L’ assalto durò per tre giorni e venne poi placato dall’intervento delle forze dell’ordine e dell’ esercito. Circa duecento furono gli arrestati molti dei quali vennero anche condannati.

Anno 2008
Scrive la sceneggiatura  “Oltre il confine, storie di periferia”, una lettura in chiave poetica ed ironica della realtà della periferia di una città. Storie di disagio raccontate da chi, protagonista di una vita che gli si è proposta, vorrebbe migliorarla e da chi, quasi apatico, la vive con rassegnazione e normalità.
Tra la fine dell’ anno precedente e il principio dello stesso anno scrive la sceneggiatura de “Sa femina accabadora, in penitentzia de morte”, frutto di un complesso studio bibliografico e raccolta di testimonianze orali. La storia racconta, in chiave docu-fiction, della controversa figura dell’ accabadora, donna chiamata a far cessare le sofferenze dei moribondi portandoli alla morte in un misto di religiosità e superstizione. Forse una forma di eutanasia, forse una necessità, sicuramente un rito crudo e violento compiuto fino a pochi decenni fa. Successivamente trasposto in cortometraggio con la regia dello stesso autore, vede il coinvolgimento dell’ Associazione “Sos Merdules bezzos de Otzana”, della compagnia teatrale “Paco Mustela”, della cantautrice folk Elena Ledda, dell’ illustratore Gavino Piredda e della Jeides produzioni.
Successivamente alla realizzazione del film, e con la collaborazione del regista della compagnia teatrale Per Natale Sanna, viene messa in scena un azione teatrale trasposta dalla stessa sceneggiatura: un suggestivo racconto che accompagna gli attori in un dipanarsi tra le mitologiche figure de “S’ Echitu” e della “Filonzana”, i particolari “Attitos” ed una toccante coreografia da parte della danzatrice etnica Alessia Foddai.
Nel corso dello stesso anno, comincia il lavoro per la stesura della sceneggiatura di un lungometraggio tratto dal racconto “Hanno ucciso a vinnè pajtutti” del giornalista e scrittore Nello Rubattu, sulla falsa riga della rappresentazione teatrale omonima messa in scena dalla compagnia teatrale  “Paco Mustela” ad opera del regista della stessa compagnia Pier Natale Sanna.
Sviluppa quindi, in collaborazione con il coautore Pier Natale Sanna, un progetto cinematografico dal titolo “La chimera della chimica”, un saggio in chiave documentaristica della storia della chimica in Sardegna attraverso ricerche video presso gli archivi dell’ istituto luce,  bibliografiche, tratte da atti di congressi sindacali e interviste a lavoratori dell’ industria chimica del nord Sardegna.
Realizza uno spot per la  “Pubblica Assistenza e Soccorso Croce Blu” di Sassari con la collaborazione della “Jeides” produzioni e i volontari della stessa associazione.

Anno 2009
Sempre con la collaborazione della compagnia teatrale “Paco Mustela” sviluppa il progetto “Libera…mente”, laboratorio di forme cinematografiche, rivolto a giovani con disagio sociale che per conto del Comune di Sassari, nell’ambito delle attività culturali, sociali e formative AGORA’, verrà realizzato nel corso dello stesso anno e del 2010.
Elabora il progetto cinematografico “Biseras, il sole dionisiaco ancora splende”, un documentario in chiave poetica che racconta delle maschere del carnevale sardo secondo una lettura mitologica e attraverso suggestive immagini e narrazioni fuori campo. La trasposizione in documentario e tutt’ora in corso.
Realizza un soggetto teatrale sull’ omicidio Pasolini dal titolo “LA RANA E IL CORSARO, in memoria di Pier Paolo Pasolini” che, coinvolgendo lo spettatore nella ambigua storia della morte dell’intellettuale, fonderà insieme teatro, cinematografia, danza e pittura, in un percorso attraverso la realtà pasoliniana.

Partecipa ed interviene a festival e serate.
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