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Percorso

“Totò contro il Pirata Nero” di Fernando Cerchio

 
''Toto' contro il pirata nero'' locandinaIl traumatico ritorno dalle vacanze  deve essere addolcito in qualche modo ed è per questo che la rubrica "Review", questa settimana, si mette il naso rosso da clown (ogni tanto, nella vita è bene farlo!) e riparte con leggerezza andando a rivisitare un film del “nostro” più grande clown: il principe Antonio De Curtis, erede degli imperatori di Bisanzio, in arte Totò. L’uomo che ha vissuto tra miseria e nobiltà, che ha sempre creduto che signori si nasce e che ha diviso filosoficamente il genere umano in uomini e caporali. Bistrattato dalla critica e sgradito alla censura DC del dopoguerra (“Totò e Carolina” per es. ebbe un mare di problemi), Totò, già dai primi anni ’30 mandava in visibilio le platee dei teatri, prima di rivista e poi di avanspettacolo; qua nascerà il famoso sketch del vagone letto e dell’onorevole Trombetta che verrà inserita nel film “Totò a colori” (primo film italiano a colori, uscito nel 1952). Come poi accade per tanti grandi artisti, anche la critica lo riscoprirà dopo la sua morte mentre i “Totologi” o i “Tototisti” da sempre continuano ad amarlo oggi come ieri.
 
''Toto' contro il pirata nero''Spesso  in questa rubrica, i film analizzati non sono stati propriamente delle pellicole “nobili” per cui anche stavolta non parleremo del Totò neorealista di “Guardie e ladri” (uno dei pochissimi film che la critica del tempo non ha mai criticato); non parleremo del celeberrimo “Totò, Peppino e la malafemmina” (una delle sue pellicole più divertenti anche grazie allamitica scena della lettera con P. De Filippo) e tanto meno parleremo del colto “Uccellacci e Uccellini” del quale, a mio modestissimo parere, non se ne sentiva il bisogno anche se la critica si sgolò a gridare al miracolo per la riscoperta pasoliniana del vero attore Totò. No signori! il film di cui mi piacerebbe parlare appartiene a quello che è considerato da molti il periodo del declino dei nostri anni, che sono poi anche quelli de “Il monaco di Monza”, “Il comandante” e del parodistico e demenziale “Che fine ha fatto Totò Baby?”, Totò viene diretto dal regista Fernando Cerchio che girò con l’attore partenopeo (o, come direbbe lo stesso Totò: “partenapoletano e parte nopeo”!) una sorta di trilogia: “Toto contro Maciste” nel ’61; “Totò e Cleopatra” nel ’63 e infine, nel ’64, “Totò contro il Pirata Nero”…il nostro film per questo inizio di Settembre.

''Toto' contro il pirata nero''Jose (Totò) è un piccolo ladruncolo che per sfuggire alle guardie si imbarca clandestinamente (dentro una botte di Rum) sulla nave del Pirata Nero (M.Petri). Scoperto, è destinato alla morte ma, con vari stratagemmi si salva eriesce ad essere acetato sulla nave. Con l’aiuto di un ferro calamitato, Jose si crea una spada e durante lo scontro con una nave spagnola, si comporterà da eroe sgominando gli avversari. Viene nominato ufficiale e il Pirata Nero, spinto anche dalla gelosia nei confronti di Jose, da incarico a quest’ultimo e al luogotenente Burrasca (A.Giuffrè), di partecipare -sotto mentitespoglie- alla festa che si terrà nel palazzo del governatore (P.Carloni), in occasione del matrimonio di sua figlia Isabella. Lo scopo è quello di aprire la strada all’assalto dei pirati che dovranno trafugare il tesoro del governatore (qua la divertente scena delle preparazione del piano).
 
''Toto' contro il pirata nero''Purtroppo le cose non vanno come sperato e Jose viene imprigionato. Sarà Isabella a favorire la fuga del povero “pirata per forza”, chiedendogli però aiuto al fine di evitare il matrimonio voluto forzatamente dal padre. Come nella migliore tradizione avventurosa, Jose sfida e sconfigge il Pirata Nero che ha rapito Isabella dopo l’incursione al castello. La giovane fanciulla potrà così sposare il giovane di cui è innamorata e il nostro eroe Jose fa arrestare tutta la ciurma dei pirati e …tutti vissero felici e contenti!

Siamo nel genere della farsa storica e della parodia del genere piratesco che tanto di moda andava in quegli anni (alcuni ricorderanno anche la serie televisiva con Anna Campori e Tina Pica: "La nonna del Corsaro Nero"). 
 
''Toto' contro il pirata nero''Il film – come spesso accadeva con produzioni low budget- venne girato utilizzando scenografie, ma soprattutto intere sequenze  (le battaglie tra i galeoni e le varie scene di massa) prese  da altre pellicole; in questo caso vennerosaccheggiate le scene del film “La regina dei pirati”.
Cerchio, è inutile negarlo, è un regista abbastanza mediocre ma paradossalmente questa sua “inettitudine” ha permesso al grande Totò  di agire in piena libertà arrivando a toccare delle punte di  genuina “surrealtà” e di non-sense (scala un altissimo muro a mani nude, suona le sbarre della prigione come fossero le corde di un’arpa) che richiamano i suoi primissimi film molto vicini a Keaton e Chaplin.
''Toto' contro il pirata nero''Questa pellicola, per la verità molto kitsch, deve però la sua riuscita comica ai vari comprimari: l’amico di sempre Mario Castellani -qui nella parte del pirata Uncino- che  riveste anche il ruolo di aiuto regista e “aiuto fisico” di Totò che ormai era diventato quasi completamente cieco; un grande cattivone come il Pirata Nero interpretato dal tenore lirico Mario Petri (sempre a suo agio in queste parti) ma soprattutto il grande Aldo Giuffrè –per l’ultima volta con Totò- che fa magistralmente da spalla soprattutto in una scena che da sola vale non dico la visione, ma addirittura l’acquisto del film. Difficile pensare a Totò morto forse anche perché, come  disse Seneca, mai nessuna persona muore del tutto, se il ricordo sopravvive nella memoria di un solo amico…e di amici il Principe ne ha davvero tanti!!!
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