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Ebraismo - A. Matta

"Der Letzte Zug" di Joseph Vilsmaier

di Alessandro Matta

''Der Letste Zug'' locandinaRisultano   familiari  le scene  degli  innumerevoli film sulla Shoah. Gli arrivi dei convogli  prima dell'alba, il trasporto verso Auschwitz o  altri campi di concentramento, con centinaia di esseri umani  stipati  in carri, bestiame senza acqua, cibo, servizi igienico sanitari inesistenti, ad eccezione di un secchio  al freddo in inverno e al caldo in estate.

Eppure, mai le immagini di una fiction riusciranno a farci conoscere interamente fino in fondo quell'orrore  nel suo insieme. Tuttavia, “Der Letzte Zug” (l'ultimo treno)  non è un brutto film ed è  la storia dell'ultimo convoglio di ebrei di Berlino deportati ad Auschwitz, partito dalla capitale nel tardo 1943. Gli attori, soprattutto il padre (Gideon Burkhard come Henry Newman) e la figlia di nove anni  (Lena Beyerling,  Nina nel film ), sono eccellenti. Le famiglie scelte per rappresentare i  688 ebrei disperati in quel terribile viaggio di sei giorni da Berlino ad Auschwitz, nel 1943, sono  tratte da testimonianze contenute   in uno script  di Stephen Glantz. Il film è ben diretto da Dana Vávrová e Joseph Vilsmaier. La pellicola è l'ultima sulla Shoah  del produttore Artur Brauner, come nella maggior parte dei suoi  film  non ha avuto un grosso successo, ne una grossa distribuzione. Oggi è inedito in Italia. Anche in questo caso, come nel film “Babji jar” , c’era la paura che il progetto non andasse in porto.

La terribile verità è che il pubblico interessato ai film sulla Shoah sta scomparendo e c’è il rischio che questo periodo della storia possa  essere relativizzata, sminuita o addirittura ignorata, e questo anche a causa della scomparsa  degli ultimi testimoni dello sterminio.
Il film di Vilsmaier è molto interessante,  soprattutto per il fatto di raccontare e ricostruire la deportazione degli ultimi ebrei di Berlino, argomento di cui molto poco si sa o si parla.

19 maggio 2010