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"I baci mai dati" di Roberta Torre

di Giuseppe Novella

''I baci mai dati'' locandinaCon il suo nuovo film Roberta Torre descrive il disperato tentativo della gente “comune” di aggrapparsi alla più esile parvenza di speranza per trovare la felicità o più semplicemente per sentirsi compresa.

Nella periferia catanese di Librino, all'ombra dei palazzoni grigi e dell'atmosfera di degrado, la regista milanese mette in scena un ritratto perfetto del degrado morale di quella fascia della società che un tempo si sarebbe definita “bassa”, ma che oggi ne coinvolge uno strato sempre più ampio.
Un'atmosfera cupa, un abbandono estetico del quartiere che corrisponde alla perdizione interiore che governa le esistenze degli abitanti di Librino. Il film racconta la storia di Manuela, una giovane ragazzina di tredici anni alle prese con una famiglia allo sfascio a cui, una notte, appare in sogno la Madonna. Il giorno seguente, la statua della Madonna della piazza viene decapitata da una pallonata. Per gli abitanti del quartiere è un miracolo, e la madre della ragazza, frustrata da una vita infelice, organizza subito una sorta di “ricevimento” della figlia durante il quale dispensare miracoli a chi ne fa richiesta.

''I baci mai dati''Torre affronta il tema della povertà spirituale dettata dall'ignoranza insieme a quello della mercificazione del bisogno di speranza da parte di santoni-truffatori, e lo fa richiamandosi a certi elementi neorealisti (che talvolta sanno di già visto) mescolandoli a parti surreali nelle scene dei sogni della piccola Manuela. Il risultato è parzialmente soddisfacente: il tema viene analizzato perfettamente, la prova degli attori è buona sebbene talvolta sotto le righe, le ambientazioni comunicano appieno il degrado che Torre vuole inscenare, mentre i dialoghi sono spesso un po' poveri. Mirabile invece l'interpretazione della parrucchiera-fattucchiera da cui Manuela si reca nel tentativo di imparare un lavoro (che le viene invece impedito), sorta di “controparte” della ragazzina che è una “santa involontaria”, mentre lei invece “cura le teste della gente, dentro e fuori”, affermandosi come punto di riferimento materiale e spirituale per le sue clienti, donne frivole e ignoranti che per colmare il loro vuoto interiore si affidano alle mani sapienti del loro sciamano. In definitiva un buon film, con momenti di grande profondità grazie soprattutto all'onirismo di alcune scene, ma che poteva essere migliorato sotto il profilo della sceneggiatura.

4 maggio 2011