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La Cina che cambia

Pellicole, incontri, interviste   sul cinema di Jia Zhang-Ke,  il rappresentante di maggior rilievo della sesta generazione del cinema cinese.

Jia Zhang-KeInizia  il 15 giugno ad Alghero una rassegna cinematografica dedicata alla Cina, resa possibile grazie alla collaborazione tra Società Umanitaria  e Cineteca di Bologna che esplora territori cinematografici lontani ed emergenti.

L’appuntamento è per venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 all’Ex Mercato Civico di Piazza Pino Piras, con inizio alle 21. Quest’anno tocca  a Jia Zhang-Ke, la sua filmografia  analizza con straordinaria efficacia i processi di trasformazione in atto nella Cina di oggi. Fin dall’esordio ha posto al centro della propria ricerca alcuni dei temi che animano il dibattito sul presente e sul futuro del colosso asiatico: la fine dell’ideologia maoista, l’apertura alla cultura occidentale, l’introduzione del modello capitalistico, la gestione dell’ambiente, la nascita di nuove classi sociali.

''24 city''Il suo cinema ha saputo cogliere con estrema acutezza i caratteri più incisivi della nuova “lunga marcia” cinese ed ha progressivamente composto un affresco tanto affascinante quanto problematico della tumultuosa crescita di questo paese. La prima pellicola in programma è  “24 City”,  del 2008, che racconta la demolizione di una vecchia fabbrica modello a Chengdu, la capitale del Sichuan, per far posto ad un nuovo complesso residenziale di lusso. Sullo sfondo di questa trasformazione urbana si confrontano tre generazioni, tra nostalgia del passato e speranze e ambizioni per il futuro: i vecchi operai, i nuovi ricchi e i giovani. Nell stessa giornata verrà proiettata un’intervista al regista.

''Still life''Sabato sarà la volta di “Platform”, del 2000, ambientato nel 1979 in un piccolo villaggio dello Shanxi, una provincia cinema lontana dai grandi centri. In film racconta la vita di quattro ragazzi legata alle sorti del gruppo teatrale di cui fanno parte, che sta mettendo in scena la piéce teatrale “Treno diretto a Shaoshan” (la città natale di Mao). Infine, domenica 17, verrà proiettato il film più celebre dell’autore, “Still Life”, leone d’oro a Venezia nel 2006. La pellicola racconta due tristi storie d’amore che fanno da contrappunto ad uno spaccato della realtà sociale della Cina odierna, con uno stile essenziale e minimalista. Le vicende sono ambientate nel vecchio villaggio di Fengije, abbandonato perché al centro di un territorio dove è stata costruita un’immensa diga.

La rassegna è organizzata in collaborazione con la Mostra Internazionale del Cinema Libero, l’Associazione Circuito Cinema, e gode del patrocinio del Comune di Alghero e della Fondazione Meta.

13 giugno 2012