Percorso

“U.N.O. (Urlo nelle orecchie)”

Esperimento thriller di un giovane regista palermitano: esce a gennaio il cortometraggio di G. William Lombardo . L’intervista di Luisa Mulè Cascio

UNOU.N.O. (Urlo nelle orecchie)” è un cortometraggio indipendente, diretto dal giovane regista palermitano G. William Lombardo.

Dal sapore horror/thriller psicologico con sfumature noir e girato interamente a Palermo, il cortometraggio, attualmente in fase di post-produzione, è il risultato del lavoro di molti professionisti locali e di nomi noti dell’ambiente attoriale palermitano, quali Dario Frasca, Luigi Vivarelli, Patrizia Schiavone, Vincenzo Favet, Alessia D’Angelo e Fausto Governale. La vicenda narra la storia di Nenè, la cui quotidianità, spesso infastidita da schermi e derisioni di coloro che lo circondano, viene sconvolta da una serie di omicidi, che mettono in pericolo la sua stessa esistenza. Cosa succederà? In occasione dell'uscita del  teaser /trailer ufficiale, Cinemecum.it propone al suo pubblico un’intervista al regista G. William Lombardo.

Può raccontarci il suo percorso professionale e la sua carriera?
L’amore per il cinema penso che sia sempre stato presente in me sin da quando mi trovavo nella pancia di mia madre. Sin da bambino mio padre mi ha insegnato a guardare tutti i tipi di film, soprattutto quelli di Steven Spielberg e dei fratelli Scott, e più crescevo più in me si sviluppava la curiosità di capire i meccanismi che portavano alla realizzazione di quei mondi ricchi di magia. Così all’età di otto/nove anni ho preso la vecchia videocamera di mio padre e ho iniziato a giocare e a sperimentare. A tredici anni realizzai il primo cortometraggio degno di chiamarsi così, un horror girato con un gruppo di amici e ispirato ai film di Wes Craven e John Carpenter. Da quel momento ogni estate la dedicai alla produzione di piccole storie che mi permettessero di migliorarmi e di andare oltre i miei limiti. A diciassette anni mi si presentò un’occasione unica durante un soggiorno a Siracusa: la direttrice generale dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), con la quale avevo parlato di cinema e della mia passione , mi inviò dopo qualche giorno, una sua e mail in cui mi chiedeva di inviarle alcuni miei lavori. Circa un mese dopo mi invitò a Siracusa per parlare con lei e con il sovrintendente della possibilità di partecipare a  uno stage come assistente alla regia di Claudio Longhi per la produzione del Prometeo. Fu un'esperienza fantastica, e da quel momento quella passione iniziata per gioco si era trasformata in un vero e proprio lavoro, che mi ha portato a diciotto anni a svolgere il ruolo di aiuto regista per un altro grande nome del panorama italiano: Roberta Torre.

UNOCome nasce il progetto per il cortometraggio “U.N.O. (Urlo nelle orecchie)”?
“U.N.O.” nasce dall’esigenza di raccontare una storia ambientata nella mia città, Palermo, che non avesse al suo centro il tema del fenomeno mafioso ma una vicenda di pura fantasia. Non giravo horror dai tempi del mio primo cortometraggio e così ho pensato che non sarebbe stato male riprendere tutti gli elementi che mi avevano fatto amare l’horror da bambino e metterli al servizio di una storia inedita. Per la sceneggiatura ho contattato un vecchio amico, Francesco Patella, con il quale da tempo parlavo di fare qualcosa assieme: dopo tre giorni mi presentò un copione di 30 pagine dal titolo “L’Urlo Nelle Orecchie”. Il copione era ricco di idee interessanti ma necessitava di essere lavorato ancora un po’ e dopo nove stesure arrivammo a quello che è stato il copione definitivo del film. La fase successiva è stata quella della ricerca dei fondi: per realizzare in maniera ottimale quanto scritto nel copione era necessario raccogliere un budget di almeno cinquemila euro e grazie all’aiuto di mio padre e di molti imprenditori locali e non, che hanno creduto nel progetto, si è arrivati a raccogliere una cifra pari a settemila euro.

Qual è stato l’iter temporale del progetto? In quanto è stato girato il film?
Abbiamo iniziato a lavorare alla progettazione di “U.N.O.” durante il periodo in cui ero ancora immerso negli esami di stato. Ufficialmente la pre-produzione è stata fatta partire a fine luglio con inizio riprese fissato per il 26 settembre. Durante la pre-produzione almeno due/tre volte alla settimana mi incontravo con la mia costumista per decidere gli abiti di tutti i personaggi e per decidere quale sarebbe dovuto essere il design definitivo del costume della creatura. Nello stesso periodo incontravo i truccatori per seguire le fasi di progettazione e di preparazione dei calchi per quello che sarebbe poi diventato il volto della Creatura interpretata da Luigi Vivarelli. Le riprese sono partite ufficialmente il 26 settembre e sono durate otto giorni.

Leonardo WilliamQuali sono state le scelte registiche per la resa del cortometraggio?
Dal punto di vista della regia le mie principali fonti d’ispirazione sono stati “Psycho” di Hitchcock e tutta la produzione horror di James Wan. Il copione prevedeva diverse scene di sangue che io ho voluto eliminare in quanto ritengo che la cosa che fa più paura alle persone non è ciò che sta sotto i nostri occhi ma ciò che non possiamo vedere. Così ho chiesto ai miei due direttori della fotografia, Nunzio Gringeri e Riccardo Cannella, una fotografia molto cupa e diversi giochi di ombre. Il finale del corto, in particolare, doveva emanare un’atmosfera quasi onirica e, giocando il più possibile con le luci, abbiamo ottenuto, grazie allo splendido lavoro di Riccardo Cannella, l’intento prefissato. Un’altra componente molto importante è stata quella del reparto audio in quanto volevo che la fonte principale di suspense fossero i suoni uniti alla musica.

Qual è stato il lavoro per la resa della psicologia dei personaggi?
La breve esperienza teatrale mi ha insegnato molto su quanto sia necessario preparare bene gli attori, così ho passato due mesi molto intensi di lavoro con tutti i miei attori. Il lavoro più complesso, comunque, l’ho svolto con Dario Frasca e Luigi Vivarelli. Non tutti i giorni ma quasi ci incontravamo per leggere il copione, provare e cercare di capire le motivazioni che spingono i loro personaggi ad agire. Durante questi incontri uscivano fuori elementi interessanti che arricchivano la psicologia dei due protagonisti e che mi hanno fatto trovare una chiave interpretativa della storia che all’inizio non avevo considerato e che ora invece ritengo sia la principale.  

Com’è stato, secondo il suo parere, lavorare con la troupe e col cast artistico per la realizzazione di “U.N.O.”?
“U.N.O.” è un film a cui sono molto affezionato perché mi ha permesso di conoscere e di lavorare con persone meravigliose e con le quali ho intenzione di lavorare ancora in futuro. Quando ero più piccolo credevo che le grandi maestranze si trovassero all’estero e invece la realizzazione di questo film mi ha smentito e mi ha fatto capire quante ottime maestranze siano presenti in Sicilia. Tutte queste persone mi hanno dato molta fiducia e il loro impegno è stato fondamentale per la riuscita del progetto. Gli attori sono stati meravigliosi e non vedo l’ora di poterli coinvolgere in altri progetti.

Quale sarà il futuro del cortometraggio?
 Il cortometraggio sarà ufficialmente pronto a gennaio e inizierà a viaggiare per i maggiori festival cinematografici: Beverly Hills Film Festival, California film festival, e altri ancora.

Quali saranno i suoi prossimi progetti?
Mi dedicherò a un ambizioso progetto fantascientifico che vedrà la luce nel 2015. In questi giorni è partita la pre-produzione e da qui fino all’anno prossimo, oltre ai miei impegni universitari, seguirò con grandissima attenzione l’evolversi di questo progetto a cui tengo molto e che deve essere assolutamente realizzato, in quanto rappresenta qualcosa di assolutamente inedito per il nostro Paese e per il genere fantascientifico.

18 dicembre 2013

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