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Skepto International Film Festival

"Rosemary Jane": Il cortometraggio che ha messo tutti d'accordo. L'intervista alla regista Carolina Petro. di Monica Galloni

''Rose Mary Jane''DOPO L'ARTICOLO L'INTERVISTA IN INGLESE

Si è conclusa la quinta edizione dello Skepto International Film Festival, con un programma ricchissimo, con tanti cortometraggi di qualità. “Tryouts” della spagnola Susana Casares si è aggiudicato il premio Best Short Film.

Tra i segni indelebili ricorderemo quello lasciato da Matt Willis-Jones con i suoi “A Short Film On...../ The surreal/absurdist Huma Nerror series” accompagnati da una presentazione in pieno stile surrealista; “The Boy and the abyss” del norvegese Petter Skafle Henriksen, girato interamente a Cagliari in occasione della quarta edizione dello Skepto; i cortometraggi sardi -  tra tutti “Grazie a te“ diretto e interpretato da Jacopo Cullin, lucido, realista e irresistibilmente divertente.

La lista sarebbe davvero lunga ma possiamo dire che il cortometraggio che ha messo d'accordo tutti è “Rosemary Jane” della filmmaker colombiana, trapiantata a Londra, Carolina Petro, che ha ricevuto due menzioni speciali: quella dell'associazione Skepto e quella della giuria, a sottolineare il valore artistico di questa storia estremamente toccante.

''Rose Mary Jane''Tutto inizia con delle sequenze che evidenziano una persistente sensazione di assenza, quella lasciata dal marito della protagonista: la donna tenta di riempire quel vuoto provando ad entrare nelle scarpe dell'amato marito Peter, troppo grandi per lei; entra nel loro bagno - due lavandini, due specchi, ma solo su uno di loro si riflette un volto.
Il letto sfatto è visto come un nemico, non più capace di ristorare, di dare pace, per qualche ora, al dolore della perdita. E' il punto di rottura. La donna decide di fare una scelta: uscire da casa e andare alla ricerca di qualcosa che la scuota. Dalla conversazione telefonica avvenuta poco prima lo spettatore intuisce cosa la donna andrà a cercare.

''Rose Mary Jane''Fa un lungo respiro, quindi decide di aprire la porta. Inizia cosi la sua ricerca: ha bisogno di trovare della marijuana per potersi a rilassare e riuscire finalmente a dormire; non sarà facile ottenerla, ma grazie all'incontro con un giovane spacciatore di colore, che condivide il suo senso di vuoto e di solitudine, otterrà finalmente ciò che rappresenta per lei il cambiamento, la scossa. L'incontro tra l'elegante donna inglese e il giovane spacciatore porta con sé una nota ironica, ma dolce–amara perchè legata al degrado del contesto nel quale si consuma. Mentre avviene lo scambio tra i due giungono, a passo lento, due poliziotti; il ragazzo preso dall'istinto dell'abitudine tenta la fuga, ma la donna gli dice di aspettare, indugia qualche secondo e decide di baciarlo. Appare evidente che la marijuana non è altro se non un simbolico espediente che concede alla donna la possibilità di una nuova nascita, un gesto di ribellione verso se stessa e la sua condizione di apatia.

''Carolina Petro''Abbiamo intervistato la regista Carolina Petro.
Come mai ha deciso di raccontare questa storia? E' qualcosa che ha vissuto personalmente?
Una mia amica mi ha raccontato che l'amica di sua madre fumava insieme alla figlia durante il week-end per rilassarsi. La figlia decise di partire per trascorrere sei mesi in India, a quel punto la madre dovette procurarsi la marijuana da sola. In quel momento ho cominciato a domandarmi cosa spingesse una donna di una certa età ad avere questa necessità; dietro ci sono sicuramente delle motivazioni drammatiche perciò ho dovuto cercare delle ragioni forti abbastanza da poter convincere il pubblico. Cosi ho deciso di raccontare la storia di una donna sola, che non ha nessuno, senza più figli. Ho anche riflettuto sul fatto che le persone quando si trovano in un brutto posto o in una situazione triste fanno delle cose che generalmente non farebbero, magari qualcosa di pazzo. Il fatto che lei decida di procurarsi della marijuana è lo strumento che la spinge fuori di casa e le fa compiere qualcosa di radicale e di differente.

''Rose Mary Jane''La scelta della ricerca della marijuana è dunque un simbolo ?
Si, certo è un simbolo, il paradigma di un cambiamento.

La sequenza del bacio durante la proiezione ha generato molte risate: voleva fosse un momento comico? Personalmente l'ho trovata tristemente divertente,  mi ha toccato profondamente, non sono riuscita a ridere.
Era un momento divertente del cortometraggio, certo non comico. La ringrazio. Il mio intento era esattamente quello di toccare nel profondo con una scena che potesse, magari, far sorridere.

''Rose Mary Jane''E' stato complicato girare questa sequenza?
Abbiamo girato otto ciak della scena del bacio, ogni volta ripetevamo da capo, la volevo perfetta, ma soprattutto volevo avere diverse alternative. Ogni volta chiedevo agli attori di recitarla esprimendo emozioni diverse. Poi avrei scelto quella giusta. Mentre giravamo la scena c'erano trenta persone dietro la macchina da presa che ridevano, questo mi faceva sentire molto a disagio per gli attori.

Il ragazzo che interpreta lo spacciatore è un attore: quel è stato il suo approccio a questa scena, data la sua giovane età?
È un ragazzo che frequentava un corso di recitazione. Dietro la macchina da presa è venuto da me e si è lamentato in modo molto colorito, dicendomi che se gli amici l'avessero visto in quella scena l'avrebbero certamente preso in giro, perciò non era molto convinto di girarla!

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What made you decide on this story?  Was it based on a personal experience?
One of my friend’s, told me about her mother’s friend that smoked with her daughter at the weekends so as
to spend time together relaxing.  Her daughter decided to go to India for 6 months and as a result her
mother had to find marijuana on her own.  This made me ask myself, what would make a woman of that
age have such a fixation?  I’m sure that there are many hidden or dramatic reasons so I decided to find
strong enough reasons that would convince the public.  Therefore, I decided to tel  a story about a lonely
woman, who had nobody, including children.  I also considered that fact that people that find themselves in
nasty places or in dire situations do things that people don’t general y do, sometimes crazy things.  The fact
that she decides to buy marijuana is the instrument that is extraordinary and makes it radical as wel  as
different.

You based your research on marijuana on ‘’Rose Mary Jane’’, does this mean it is a symbol?
Yes, of course it’s a symbol, a model for change.

The kissing scene generated lots of laughter during the showing, is this because you wanted a comic scene?
I personal y found it to be ‘sadly’ funny, it touched me deeply and I was unable to laugh.

It was a moment of fun in the short film, but definitely not funny.  Thank you.  That was precisely intention!
To create a scene that would be deeply touching and maybe even make people smile.

Was it complicated to film this sequence?
We shot the kissing scene 8 times, starting from the beginning each time.  I wanted it to be perfect, but
above al  I wanted to have various options. Thus,  I’d ask the actors to express different emotions each time
in order to choose the right shot.  While we were filming, there were about 30 people behind the camera
laughing away, and I thought this was unfair to the actors.

The guy who plays the pusher i san actor:  How did you approach this scene, considering his young age?
He is a young man that attended an acting course.  He came to me behind the camera and yes he
dramatical y complained about how his friend would have definitely pul ed his leg after watching that
scene.  That is why I wasn’t that sure about shooting it!

16 aprile 2014