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"Class Enemy" di Rok Bicek (Marco Ruiu)

Di Marco Ruiu

''Class Enemy''Class Enemy (Razredni sovraznik, in originale) è un film di Rok Bicek, alla sua prima esperienza cinematografica.

L'esordiente regista sloveno aveva infatti portato a termine gli studi di cinema appena 2 anni prima l'uscita del film, appena 26enne, con già chiaro in mente l'argomento della sua prima opera: un film che fosse tanto autobiografico, nel parlare della sua esperienza al liceo, quanto rappresentativo della critica realtà che sconvolge la Slovenia, paese tormentato da uno dei più tasso mondiale di sucidi e ancora divisa dalle fazioni post Seconda Guerra Mondiale. Tutto questo prenderà forma in una pellicola vincitrice del premio Fedora come miglior Film nella Settimana internazione del cinema della 70 Mostra di Venezia.

''Class Enemy''La trama risulta piuttosto semplice e lineare: quasi alla fine dell'anno scolastico la classe vede la propria docente di tedesco Nuöa (Maöa Derganc) andare in congedo per maternità e subentrare come insegnante Rober Zupan (Igor Samobor), che ha atteggiamenti poco in sintonia con quelli della vecchia insegnante e quindi mal tollerati dagli studenti. Poco dopo il suo arrivo, una ragazza, Sabina (Dusa Cupevski), si suicida e la classe, capitanata da Luka (Voranc Boh), che avendo perso poco prima la madre si ritrova maggiormente coinvolto nel dolore collettivo, punta il dito contro Zupan, che continua a insegnare come se niente fosse successo, fatto che porta a una rivolta contro il professore.
Arrivato a questo punto, il film ha l'intelligenza di analizzare, anche tramite la regia di Bicek, che punta molto sui primi piani, i caratteri dei personggi che, nella loro complessità e varietà, mostrano come nella vita reale ci sia più di un punto di vista. Lasciato a noi il compito di scegliere da che parte stare, la rivolta si sfalda mano a mano che il messaggio del film viene portato a galla, e cioè come niente sia tutto bianco o tutto nero, come non si possa identificare un vero "Class Enemy". Questo permette a Bicek di presentare la classe come sineddoche della realtà quotidiana slovena, risolta brillantemente nella frase "Voi sloveni, quando non vi suicidate, vi uccidete tra voi".

''Class Enemy''Ad accentuare tutto entra in gioco la regia, che nella scelta dei piani risulta quasi claustrofobica, aiutata dalla fotografia di Fabio Stroll, che mantiene l'inquadratura instabile, "traballante", senza mai dare un senso di pausa e respiro al film. Anche la non presenza di una colonna sonora risulta piuttosto azzeccata: Nel film permea un costante silenzio, interroto solamente da un pezzo di Mozart suonato da Sabina al pianoforte prima alla classe in presenza della vecchia insegnante e poi con la sola presenza di Zupan. Il pezzo arriva poi a identificarsi con Sabina stessa e si ripresenta per accompagnarla nel suo immaginario vagare all'interno della scuola.
Inoltre il cast, formato da attori professionisti (I docenti) e attori alla loro prima esperienza (Gli studenti), lascia segno di un'ottima interpretazione, che risulta naturale e scorrevole, conferendo ancora di più un senso di realtà al film.
In conclusione il film, nel suo minimalismo, si presenta ricco di idee e di spunti riflessivi, senza però risultare eccessivamente pesante e, anzi, riuscendo anche a prendersi i suoi momenti comici.

17 dicembre 2014