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Cagliari Film Festival: il cinema si impegna

''Cagliari FIlm Festival''

Itinerari tra fiction e documentari per capire la realtà. Le novità della II edizione e le schede degli inediti in programma. di Carlo Poddighe

Tre fine settimana lunghi di proiezioni per un’estate di cinema impegnato e di ricerca. Una serie di appuntamenti di cornice tra workshop e notti bianche, serate itineranti e discussioni sui “temi utili alla comprensione dell’attualità”. Questo, secondo gli organizzatori, sarà il programma della II edizione del Cagliari Film Festival.

Da venerdì 10 luglio, per i tre weekend successivi, nelle notti di Castello a Cagliari saranno protagoniste pellicole inedite e grandi film, dibattiti sui temi più caldi e confronti aperti tra pubblico e chi il cinema lo fa. Sarà, infatti, il Teatro civico, nel quartiere nobile del capoluogo sardo, il cuore degli appuntamenti serali, nelle intenzioni dell’associazione “Tina Modotti”, organizzatrice della rassegna. “Ma tutta la città sarà coinvolta – assicura Alessandra Piras, ideatrice del Festival – prevediamo eventi a Villanova, in Piazza Palazzo e un finale che ci porterà oltre Cagliari”.

Alessandra PirasAlessandra, il vostro sarà un festival atipico: nessun concorso, nessun vincitore e tanto spazio ai doc. Qual è la filosofia del Cagliari Film Festival?
Il Festival in programma dal 10 al 31 luglio sarà una rassegna sobria e informale senza competizione e premi, poco mondana e maggiormente cinefila e propone, accanto al cinema più impegnato e di ricerca, il cinema civile e politico e quello di genere come il biopic. Offrendo allo spettatore un itinerario di scoperta e di riflessione, per contribuire alla comprensione del nostro presente storico. Le finalità che la rassegna Cagliari Film Festival si propone sono di favorire la riflessione su fenomeni, realtà e accadimenti, ponendo il cinema come fonte privilegiata per la conoscenza storica con la funzione decisiva di porre a contatto il pubblico con esperienze e culture diverse dalla propria. Un itinerario cinematografico per conoscere e riconoscersi, per informarsi e sentirsi partecipi attraverso la condivisione di opere che raccontano la nostra complessa contemporaneità. In particolare attraverso i documentari narrativi, il cinema del reale, che documentano la realtà, trasformandola in racconto di una storia, coniugando spesso autobiografismo e memoria e materiali di archivio.

''6 desires. DH Lawrence and Sardinia''Con la Sardegna protagonista?
Sì. Le nostre finalità sono non solo di diffusione di contenuti storici nazionali e internazionali, ma anche di attenzione alla nostra terra e ai cambiamenti che la stanno investendo La manifestazione propone personaggi e storie legate all’Isola, con opere, sia di giovani registi e registe sardi sia di autrici affermate come Marilisa Piga che lavora spesso sui temi dell’identità e della memoria. Consentendo una riflessione sulla Sardegna da un punto di vista interno e accostando a queste opere quelle di autori internazionali come Mark Cousins che racconta l’isola in 6 desires. DH Lawrence and Sardinia partendo dal testo culto Sea and Sardinia di D.H.Lawrence dove rievoca il viaggio dello scrittore inglese nei primi anni ’20. Queste comparazioni intendono favorire un confronto dei punti di vista che si apre al dibattito con il pubblico.

''Cagliari FIlm Festival''Perché la scelta di un festival itinerante che si muoverà per lo più dentro le mura di Castello?
I luoghi e le piazze della città sono spesso identificati con precise funzioni, il Cagliari Film Festival vuole farsi portatore anche di nuove visioni e di nuove chiavi di lettura del tessuto urbano. Esistono piazze, vie e luoghi che sono oggi poco valorizzate e necessitano di nuovi richiami e nuove funzioni d’uso. Il format policentrico di questa edizione vuole richiamare il cittadino a vivere il piacere della visione e della scoperta cinematografica anche in luoghi che generalmente non vive. Vogliamo che lo spettatore non solo possa provare piacere della visione ma anche che rifletta sul contesto che lo ospita. Castello, da questo punto di vista, è un palcoscenico perfetto. Un quartiere storico, dagli scenari e paesaggi unici, che sta cercando una vocazione distintiva e può essere riattivato, come dimostrano altri festival ed altre iniziative, attraverso la cultura e le sue molteplici espressioni. Cagliari può ospitare nei suoi luoghi più belli un festival cinematografico che sia capace di attrarre centinaia di visitatori, così come accade in città come Firenze o Trento, riattivando i luoghi e riempendoli di cultura. Il Cagliari Film Festival è alla sua seconda edizione ma fra le sue ambizioni c’è anche quella di contribuire a promuovere il territorio ed aiutarlo ad affermarsi come realtà creativa in fermento.

''Qui''Questa seconda edizione si contraddistingue per tante opere inedite, ce ne presenti qualcuna?
Le opere inedite sono 12 in gran parte documentari narrativi. Uno dei documentari inediti è Qui di Daniele Gaglianone un racconto in soggettiva di dieci attivisti del movimento No Tav che da 25 anni in Val di Susa si oppone con tenacia al progetto della Torino-Lione: cittadini qualsiasi che hanno scelto di lottare per la salvaguardia dell’ambiente. Gaglianone è uno dei nostri più importanti autori e sarà introdotto dal giornalista Curzio Maltese che interviene spesso sui temi del cinema e della cultura. Altro documentario inedito La beauté c’est ta tête realizzato dal collettivo italo/belga ZimmerFrei, e girato a Marsiglia. Il film fa parte della serie Temporary Cities, ritratti di “città temporanee” a partire da luoghi molto circoscritti inseriti in grandi aree urbane in cui è in corso una trasformazione urbana, sociale e culturale.  Il documentario ha vinto l’edizione 2014 del Salinadocfest diretto da Giovanna Taviani e con il quale abbiamo stabilito un partenariato per collaborare alla promozione del documentario cinematografico. Un’opera sulla quale puntare l’attenzione è Gli Atlanti. Tracce di identità di Vincenzo Ligios nato come lavoro video che affianca la fotografia del padre Salvatore nell’indagine sui comuni molto piccoli della Sardegna acquista una sua autonomia narrativa e estetica che lo segnala come uno dei migliori autori.

''La beaute' c’est ta tete''La formula è quella del cineforum, presentazione dell’opera, proiezione e quindi dibattito.
Si esatto la formula è quella del cineforum, ci sarà anche la scheda in sala o in piazza. Io, personalmente, provengo infatti da quella esperienza. La mia formazione cinematografica è legata al cineforum che si organizzava in Via Ospedale negli anni Settanta: abbiamo visto tutto in quegli anni (Scorsese, Bergman, Bertolucci), poi ho consolidato la mia cultura cinematografica seguendo i corsi di cinema alla Facoltà di Lettere a Firenze frequentando gli insegnamenti di Pio Baldelli, Edoardo Bruno, Sandro Bernardi, Lucilla Albano. Quando sono rientrata a Cagliari ho seguito i corsi di formazione della Cineteca Sarda per animatori di circoli del cinema della Ficc, poiché curavo la programmazione di un piccolo circolo La Comune, a San Sperate, dove è nata successivamente l’esperienza  del Campidano Film Festival, un progetto durato 4 edizioni dal 2008 al 2012 di promozione della cultura cinematografica, realizzata grazie ai bandi della L.R.n.15 art.15 per lo sviluppo del cinema in Sardegna, che ha permesso a un pubblico dell’area vasta di conoscere opere inedite e di incontrare autori e autrici quali Stefano Savona, Susanna Nichiarelli Giulia Amati, Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti per citarne solo alcuni. L’idea è quella di creare luoghi di aggregazione intorno al cinema dove anche il pubblico può partecipare esprimendo le sue impressioni.

''Io sto con la sposa''Non solo cinema e proiezioni, quali saranno gli altri appuntamenti del Festival?
Gli appuntamenti del Festival prevedono l’allestimento di una Mostra fotografica Il cielo è di tutti di Marco Garofalo che documenta con immagini e parole, l’incredibile viaggio del gruppo di profughi protagonisti del film Io sto con la sposa che aprirà il Cagliari Film Festival. Lo ritengo il film simbolo del cinema civile di questi ultimi anni e Marco Garofalo terrà anche un workshop di fotografia documentaria. Ho pensato anche a due notti bianche di cinema perché i film in programma e le proposte sono tante e quindi nonostante la rassegna duri 14 giorni, proietteremo nella stessa sera diversi documentari, sarà un modo diverso dallo shopping per trascorrere la notte.

''Gli Atlanti''La serata finale sarà "fuori le mura" di Cagliari.
La serata conclusiva del festival si terrà a Campidarte, una serie di capannoni ex industriali nelle campagne di Ussana, trasformati in luoghi di produzione artistica e di sperimentazione culturale. Il festival, che si sviluppa in vari luoghi di Cagliari, si affaccia così fuori dal perimetro urbano, chiamando gli spettatori a vivere una sera di cinema in un contesto rurale ed al contempo culturalmente stimolante. Ovviamente non ci sarà solamente una proiezione, la conclusione del festival lascerà spazio anche altri contenuti e, perché no, anche ad un clima più conviviale fra i partecipanti.

''Cagliari FIlm Festival''

Dar vita a un Festival è complesso. Molto fa la passione degli organizzatori. Il 10 luglio parte la II edizione, ce ne sarà una terza?
Certo, speriamo che ci sia una terza edizione, La passione degli organizzatori è tutto nell’associazionismo e anche nelle organizzazioni di spettacolo più strutturate, partecipare alla vita pubblica sociale e culturale è un diritto-dovere dei cittadini per “concorrere al progresso materiale o spirituale della società”. Le istituzioni l’anno scorso ci hanno sostenuto indirettamente, attraverso l’associazione Vox Day che aveva in gestione il Teatro Civico in Castello e che ha ospitato la manifestazione e collaborato con grande disponibilità alla sua realizzazione, speriamo che quest’anno sia nuovamente possibile. Abbiamo presentato sia la richiesta dello spazio, sia di un contributo al Comune, alla Fondazione Banco di Sardegna e al Mibact - Direzione Cinema. A Roma siamo stati anche ricevuti per una audizione durante la quale abbiamo esposto il nostro progetto. Insomma, incrociamo le dita!

27 maggio 2015