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Fumetti - L. Crippa

''X-Men: Apocalisse" di Bryan Singer

''X-Men: Apocalisse''

I mutanti e l'arrivo dell'apocalisse. di Luca Crippa

X-Men: Apocalypse - USA 2016 - 143’ - regia: Bryan Singer
La saga degli X-MEN, iniziata ben 16 anni fa con il primo film X-Men diretto da Bryan Singer, ha decisamente segnato un cambiamento, anticipato dal Batman di Tim Burton, nella filmografia supereroistica, e, ancora di più, in quella che riguarda i film tratti dai fumetti Marvel, che fino ad allora erano prodotti a basso budget, poveri di contenuti ed effetti.

Apocalisse, nel fumettoUna saga che comprende una prima trilogia, due film solisti su Wolverine, un film su Deadpool, e una nuova trilogia. (qui e qui) 9 film collegati tra loro, con una continuity che presenta molte pecche ed errori rispetto alla gestione Marvel Studio dei film di Iron man, Captain America, Avengers ecc., praticamente perfetta. Si è provato a correggere queste incoerenze con il viaggio nel tempo di Giorni di un futuro passato ma senza riuscirci completamente.
Ora siamo arrivati a questo nono capitolo, X-Men: Apocalisse. Prima di parlare del film parliamo della controparte fumettistica del personaggio, in breve.

Apocalisse, nel fumettoApocalisse, è un ragazzino mutante abbandonato dai genitori in Egitto. nel 3000 a.C. Probabilmente il primo mutante conosciuto. Pelle bianca, labbra viola, è trattato come un reietto ma viene accolto da Baal, un predatore di tombe che lo adotta, dandoli il nome di En Sabah Nur (l’occhio dell’alba).
Diventa avversario di Kang il conquistatore, si innamora di Nephri, che lo respinge per la sua condizione di mutante e si scontra inizialmente con i Fantastici 4.
Entra in contatto con della tecnologia aliena, quella della antichissima razza dei Celestiali, e vive per secoli, fino a scontrarsi con Sinistro, un mutante da lui “scoperto” nel 1859.

Apocalisse, nel fumettoSi iberna per anni per tornare in tempi recenti, ormai privo di qualunque forma di umanità.
La sua filosofia diventa quella della sopravvivenza del più forte, e con l’aiuto dei 4 cavalieri dell’apocalisse, mutanti ulteriormente trasformati da lui grazie alla tecnologia aliena, cerca di portare distruzione in modo da creare una selezione che sterminasse i deboli. Tra i suoi primi cavalieri è presente uno degli X-Men originale, Angelo, che prende il nome di Arcangelo e viene trasformato in una macchina di morte, sostituendo le sue ali naturali con ali biomeccaniche pericolosissime.
Gli scontri e le storie si ripetono, con accenni filosofeggianti sulla selezione e sulla supremazia del più forte, fino alla recente morte e reincarnazione in un bambino chiamato Evan Sabahnur e affidato alla Jean Grey School per avere una nuova possibilità. E la storia continua…

''X-Men: Apocalisse''Il film. Ideato da Simon Kinberg insieme a Bryan Singer, che cura la regia, Michael Dougherty e a Dan Harris. Nel cast, foltissimo, ritroviamo James McAvoy (Charles Xavier/Professor X), Michael Fassbender (Erik Lensherr/Magneto), Jennifer Lawrence (Raven Darkhölme/Mystica), Nicholas Hoult (Hank McCoy/Bestia), Evan Peters (Pietro Maximoff/Quicksilver), Rose Byrne (Moira MacTaggert), Lucas Till (Alex Summers/Havok). Vengono inseriti nuovi attori per nuovi personaggi: Oscar Isaac (En Sabah Nur/Apocalisse), Tye Sheridan (Scott Summers/Ciclope), Sophie Turner (Jean Grey/Fenice), conosciutissima per il ruolo di Sansa in Games of Thrones, Olivia Munn (Betsy Braddock/Psylocke) e Kodi Smit-McPhee (Kurt Wagner/Nightcrawler).

''X-Men: Apocalisse''X-Men: Apocalisse è un capitolo che aspira a molto, con un villain che dovrebbe superare di gran lunga i pericoli e i nemici affrontati fino ad ora in questa lunga saga, che sono sempre stati mutanti o autorità governative orientate ad eliminare la minaccia di persone in possesso di poteri incontrollabili.  Dico dovrebbe, perchè un punto a sfavore di questo film, a mio parere, è proprio il personaggio di Apocalisse, sia per il look, meno inquietante e maestoso della controparte fumettistica, sia per l’assenza delle sue origini e dei suoi tormenti, che lo rendono un po’ bidimensionale.

''X-Men: Apocalisse''Altro punto a sfavore, specie per chi conosce gli eroi cartacei, sono i cambiamenti sostanziali che rendono i personaggi troppo diversi e solo somiglianti agli originali. Come la figura di Angelo, il rampollo Warren Worthington III, uno dei primi X-Men, di cui in questo film sono rimaste praticamente solo le ali, Scott Summers/Ciclope, non poi cosi  timido e taciturno. O una Mystica che fa parte dei buoni, per sfruttare la popolarità dell’attrice, Jennifer Lawrence (Hunger Games). E ancora un inserimento a forza di Hugh Jackman, tanto per sfruttare anche qui il personaggio ormai famosissimo, nel ruolo di Wolverine. Ma anche qui, buttando un po’ a mare la scena finale del film precedente, dove una Mystica (mutaforma) nei panni del Colonnello Striker, lo salvava (guardacaso, parlando di mare) su una barca dell’esercito.

''X-Men: Apocalisse''. AngeloCome mai ora è in mano all’esercito e del vero Striker senza che Mystica ne sappia nulla? Misteri.
Tutto questo e altri particolari, come il continuo alternarsi un po' ripetitivo (vedi anche X-Men: L'inizio) di bontà/cattiveria di Magneto affossa un po’ un film che avrebbe potuto essere molto di più.
Sono sempre godibili le interpretazioni di Mc Avoy e Fassbinder che, citando anche delle frasi  chiave, raccolgono bene l’eredità di Patrick Stewart e Ian Mckellen, e il cast si amalgama bene e funziona. Strepitosa la scena a super velocità di Quicksilver che supera anche quella del film precendete. Bellissima. Ma anche qui, lascia un retro gusto amaro in bocca per il fatto che sembra fatta più per stupire che per essere funzionale alla storia e per il fatto che il personaggi non rispecchia esattamente il Pietro Maximoff dei fumetti.


1 giugno 2016