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Percorso

Il sogno di Desirée: destinazione cinema. I trucchi delle star(s)

Professione MUA - Make Up Artist: dai film di Enrico Pitzianti, Salvatore Mereu e Paolo Zucca, al set di “Domino” di Brian De Palma. di Anna Brotzu

Desiree Palma

Una vocazione che viene da lontano «ho sempre amato il disegno fin da piccolina, disegnavo volti di donne sui muri» racconta Desirée Palma – maestra del trucco e hair stylist innamorata del cinema e di una professione affascinante e impegnativa che produce vere e proprie metamorfosi – nella realtà come sul grande schermo - oppure crea quell'illusione di autenticità e semplicità propria della vera arte. 

Una donna garbata e sorridente, dalla figura esile e aggraziata, pronta al sorriso, che in versione acqua e sapone sembra più una diva in incognito che una grintosa MUA - acronimo per make up artist – e parrucchiera, capace di trascorrere intere giornate sul set, in camerini provvisori o all'occorrenza in un bar o al riparo di una jeep per (ri)creare con matite e pennelli, pettini e spazzole, l'immagine di un personaggio che ammireremo al cinema o in tv.

Desiree PalmaUna carriera iniziata «un po' per caso» ma portata avanti con sacrificio e determinazione, conciliando il lavoro nel salone del marito, Tony Incani, con cui condivide tecnica e passione, e gli impegni familiari con le incursioni “dietro le quinte” di importanti produzioni cinematografiche e televisive, campagne pubblicitarie e shootings fotografici. Da “Tutto Torna” del regista e documentarista Enrico Pitzianti a “Domino” di Brian De Palma, a “L'Isola di Pietro” - la fiction con Gianni Morandi che ha mostrato la bellezza di Carloforte, a “Loro”, il nuovo film di Paolo Sorrentino, che dopo il successo de “La grande bellezza” racconterà un altro pezzo della storia del Belpaese con l'istrionico Toni Servillo nel ruolo di Silvio Berlusconi accanto a Riccardo Scamarcio (Giampaolo Tarantini), Elena Sofia Ricci (Veronica Lario ) e Ricky Memphis (Stefano Ricucci).

Desiree PalmaTra le molte soddisfazioni professionali, un piccolo rammarico: «purtroppo non ho fatto l'artistico, nonostante lo desiderassi, mi avrebbe aiutato molto conoscere le varie tecniche e la storia dell'arte»; ma ad inseguire i propri sogni e le naturali inclinazioni non si sbaglia mai, e l'aspirante pittrice ha trovato la sua strada. «Ho seguito i corsi di Stefania D'Alessandro e poi i corsi sull'horror cinematografico organizzati dalla Kryolan, che mi hanno entusiasmato molto: s'impara a infliggere ferite e lividi “a colpi di pennello e matita”, e a creare volti mostruosi».
«Il mio esordio nel cinema è stato sul set del film di Enrico Pitzianti: un'esperienza bellissima, in cui sono stata coinvolta quasi per caso, e grazie alla quale ho scoperto quanto sia interessante questo mondo» Da lì è scattata la passione: «dopo “Per Sofia”, opera prima di Ilaria Paganelli, girata dalle parti di Sadali, ho lavorato in diversi cortometraggi, ho fatto “Finalmente la felicità” di Leonardo Pieraccioni, Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu, “L'arbitro” di Paolo Zucca dove ho conosciuto Stefano Accorsi – davvero una persona speciale, che non si dà affatto arie da divo - “Bianco di Babbudoiu” di Igor Pittau con Caterina Murino e i tre comici di Pino e gli anticorpi – l'ho visto al cinema, una commedia leggera,  divertente».

Desiree PalmaSe il cinema rappresenta «un'opportunità professionale, e in Sardegna le occasioni anche grazie alla Film Commission e alla presenza dei vari registi si moltiplicano», per ora resta più una passione che un lavoro a tempo pieno: «si lavora forse un mese all'anno, sommando tutti gli impegni, spesso mi chiamano per una, due, tre giornate e capita di dover fare avanti e indietro ogni volta, e di dover raggiungere località fuori mano, viaggiando su e giù per tutta la Sardegna. Fare la Make Up Artist per il cinema è un lavoro impegnativo e di grande responsabilità, spesso faticoso – le giornate durano anche 12 ore e più – ma estremamente interessante e vario, le sorprese non mancano mai!». Si scoprono anche angoli remoti della Sardegna o località mai viste: «Per “L'Isola di Pietro” son stata per la prima volta sull'Isola di San Pietro... e pensare che mia nonna era di Carloforte, ma non c'ero mai andata prima! C'è voluta la fiction con Gianni Morandi... che ho visto davvero da vicino: mi mandavano sempre sul set, è bellissimo perché ti guardi il film in diretta e c'è anche da ridere, con tutte le battute che si scambiano attori e tecnici!» E Gianni Morandi? «Un vero artista, sempre gentile e disponibile con tutti: si metteva a cantare con la gente e sul traghetto, al ritorno, era stanchissimo, davvero sfinito, ma quando si avvicinano i ragazzi per chiedergli l'autografo lui si illuminava e non diceva mai di no, ascoltava e rispondeva a tutti, sempre con il sorriso».

Desiree PalmaSul set di un film si fanno  anche incontri interessanti, da cui nascono nuove possibilità di collaborazione: «In Sardegna esistono dei grandissimi professionisti, dei veri artisti, come il fotografo e filmmaker Francesco Piras, che ha curato la fotografia per “L'arbitro” di Paolo Zucca, e con cui ho fatto la pubblicità di “Saponi&Profumi”». E si fanno anche nuove esperienze: «mi sono cimentata con il body painting su una bara a vela insieme a veri professionisti di quest'arte, , come Walter Rebel Carta, e a proposito di viaggi in mare, ho partecipato a trasmissioni come “Sweet Sardinia”, un reality show in onda su Canale 5 con delle coppie provenienti da tutta Italia e una giuria formata dall'attrice Alessandra Barzaghi, dallo psicologo Luca Mazzucchelli e dalla scrittrice Federica Bosco – simpaticissima, mi è piaciuta tantissimo fin dal primo momento».
Sul set «capita di fare di tutto, da asciugare il sudore a creare l'effetto “bagnato” per dare l'idea della fatica – per esempio con Gianni Morandi, il cui personaggio faceva jogging, lui correva davvero ma durante le riprese ci sono molti stacchi, le scene si ripetono, e le immagini devono essere coerenti e credibili». Il trucco cinematografico è un po' come una maschera che l'attore indossa per “diventare” personaggio, e «ogni volto è differente, ha le sue caratteristiche, così come varia il tipo di pelle, l'incarnato, e naturalmente il risultato che si deve raggiungere, da un trucco invisibile e quindi “naturalistico” a uno molto marcato che modifica o enfatizza i tratti.

Desiree PalmaNel cast di “Su Re” di Giovanni Columbu c'erano dei visi pazzeschi, in particolare Fiorenzo Mattu che interpretava Gesù, molto diverso dall'iconografia tradizionale del Cristo, ma che proprio per questo ha contribuito a caratterizzare il film in maniera così forte. Per “Su Re” abbiamo girato delle scene sul Monte Corrasi, arrivavamo a bordo delle jeep e ricordo che al ritorno preferivo scendere a piedi invece che in macchina su quei pendii ripidissimi e pericolosi. Sul Monte Corrasi avevano girato un film americano, forse “La Bibbia” di John Huston, si parlava di Jerusalem, e i vecchi del posto, che da ragazzi avevano girato quel  film, mi hanno detto che loro salivano con gli asini... Lì in cima c'era sempre o molto caldo o molto freddo, e un vento fortissimo. In situazioni così estreme una truccatrice diventa anche un po' psicologa e balia, oltre che del make-up deve preoccuparsi del benessere e della salute degli attori: certe volte si gelava e il protagonista doveva girare a torso nudo, noi lo avvolgevamo nelle coperte durate le pause per riscaldarlo. Una volta ha grandinato: mai presa tanta grandine! Abbiamo dovuto smontare tutto e andare via di corsa!».

«Un'altra esperienza indimenticabile è stata “Bellas Mariposas”: un mese di set a Sant'Elia, quattro settimane di riprese in notturna, e li mi è anche capitato di fare la controfigura di Micaela Ramazzotti, che interpretava “sa coga”: tutta colpa dei miei capelli, biondi e simili ai suoi. Vedevo che il regista mi guardava, mi guardava... e alla fine mi son ritrovata sullo stradone di Sant'Elia con gli stuntmen e le auto della polizia, mi è stato detto “Tu stai ferma, non ti muovere”, e chi si muove? con gli stuntmen che mi sfioravano, velocissimi: è stata un'esperienza pazzesca. L'imprevedibile fa parte del cinema: sul set succedono spesso delle cose inaspettate, ma proprio per questo è divertente e in mezzo a tutto quel caos capisci meglio il mondo».

Desiree PalmaE Brian De Palma? «Brian De Palma non c'era! In realtà sul set c'erano i suoi aiuto-registi: inizialmente avrebbero dovuto girare in Spagna quest'ultima tranche di “Domino”, poi invece per fortuna hanno scelto la Sardegna. Alcune sequenze le hanno filmate all'ExMà, dove ci sono quelle teste di toro, e le pareti erano ricoperte di manifesti riguardanti la corrida. Altre scene le hanno realizzate a Torre degli Ulivi. Sul film – che oltre tutto è un thriller - non posso svelare molto, ma c'è capitato un episodio rocambolesco, quando ci hanno affidato una “testa”. Finta naturalmente ma sembrava vera – e dovevamo prepararla e acconciarla in modo che fosse identica alle immagini che ci avevano fornito. Un oggetto un po' “macabro” e sicuramente prezioso, così prezioso che per, evitare che si rovinasse, in attesa che aprissero i camerini l'avevamo lasciata sul pulmino... solo che a un certo punto l'autista e il pulmino sono scomparsi! E' cominciata una vera caccia all'uomo, poi per fortuna tutto si è risolto e la testa è stata recuperata e affidata a noi truccatori... e le assicuro che nel film fa davvero la sua splendida e “macabra” figura!».

25 ottobre 2017

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