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Letteratura - S. Sanjust

Stefano Sanjust

SanjustNato a Cagliari, risiede a Falconara Marittima, in provincia di Ancona. Laureato in Materie Letterarie presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Cagliari e in Pedagogia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'UNiversità di Cagliari è Dottore di Ricerca  in Letteratura comparata presso l'Università di Cagliari. Ai lettori di Cinemecum propone una riflessione sul rapporto tra il Cinema e la Letteratura.
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Letteratura e cinema (I parte)

di Stefano Sanjust

Premessa
Il cinema ha da sempre avuto un rapporto intenso e privilegiato con la letteratura: raccontare delle storie, usando il nuovo mezzo – la macchina da presa – trovò subito un solido puntello nello sterminato patrimonio letterario. Questo legame ha portato con sé, sin dall’inizio, problemi di carattere linguistico, estetico, sociologico sorti man mano che il nuovo medium affinava la sua tecnica narrativa passando dall’inquadratura fissa al montaggio delle varie scene, dal muto al sonoro e dal bianco e nero al colore.
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Letteratura e cinema (II parte)

 
Massimo FelisattiLa sceneggiatura
Con la stesura del ‘copione’ avviene la prima significativa modificazione del testo letterario di partenza e a questo proposito è importante tener presente che tale operazione varia a seconda della ‘lunghezza’ del testo di partenza: se trarre dei film da novelle e da romanzi brevi può apparire più semplice perché i componimenti di poche pagine sono già ‘quasi’ delle sceneggiature, nel caso della trasposizione di un romanzo di centinaia di pagine il lavoro sarà diverso (e forse più complicato); all’inverso, avere poche pagine a disposizione può creare difficoltà di ‘riempimento’ di un film che deve avere la durata di (circa) due ore; laddove invece molte pagine possono offrire maggiori possibilità di scelta.
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Letteratura e cinema (III parte)

di Stefano Sanjust

Il cinema e la letteratura. (Due modi di raccontare la stessa storia)

''L’arroseur arrosé'' Il cinema racconta delle storie e lo fa fin dalle sue origini: già ""(L’innaffiatore innaffiato), di Louis Lumière (1864-1948), della durata di un minuto, presentato in occasione della prima proiezione per un pubblico pagante al Cinématographe Lumière, il 28 dicembre del 1895, rappresenta, secondo Sara Cortellazzo e Dario Tomasi «una storia con tanto di esordio (il giardiniere che innaffia), intrigo (il monello che schiaccia la pompa, l’innaffiatore che si innaffia e che poi rincorre il ragazzo), scioglimento (l’uomo che punisce il colpevole sculacciandolo) ed epilogo (il giardiniere che riprende indisturbato il suo lavoro)».
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