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Sa grascia" di Bonifacio Angius

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Sa Grascia'' locandinaDobbiamo rendere merito al marchio “Distribuzione indipendente”, se un altro film girato in Sardegna, potrà avere una discreta circolazione. Certo, nella maggior parte, si tratta di sale d’essai e spazi gestiti dalla vasta rete dei Circoli del Cinema in tutta Italia (la fetta più ampia si riscontra proprio nella nostra isola), ma che mettono insieme un pubblico motivato, appassionato, il quale può formare una comunità compatta di spettatori consapevoli e esigenti di film di qualità.
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"Colazione da Tiffany" di Blake Edwards

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Colazione da Tiffany''Un giovedì di novembre, quando non ti aspetti che alla multisala vicino a casa ci sia movimento, o meglio vi sia il solito confondersi di chi, senza soldi, ancora si fa un giro per osservare vetrine contenenti oggetti inutili dai prezzi impossibili o giovani in cerca di tranquillità o di caos, insomma la solita antropologia da centro commerciale, chiedi al gentile bigliettaio di poter entrare per “Colazione da Tiffany”, anno di produzione, 1961.
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"This must be the place" di Paolo Sorrentino

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''This must be the place'' locandina“This must be the place” è un film italiano contemporaneo. Eppure è raffinato, originale nella forma, non incartata nel solito (a volte necessario per questioni di budget) schematismo del“campo”, “controcampo”, “primo piano”, struttura estetica minimalizzante storie già misere, lontane dalla nostra realtà complessa e inquieta, che spera di aver ritrovato quota nella commedia e, invece di reinventarla, la replica fino all'autodistruzione.

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"Cose dell'altro mondo" di Francesco Patierno

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Cose dell'altro mondo'' locandinaSgonfiata la stupidissima polemica innestata dalla Lega Nord (ma quando si imparerà a vedere prima il film di criticarlo?), "Cose dell'altro mondo" di Francesco Patierno ha iniziato il suo iter distributivo, prima con un certo successo al Festival di Venezia, dove è stato presentato, e ora nelle sale in cui resiste da alcune settimane, a dimostrazione che la formula della commedia con temi "sociali" funziona ancora.

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Harry Potter e i doni della morte II parte" di David Yates

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Harry Potter e i doni della morte'' locandina“Harry aveva un volto sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley lo aveva preso a pugni sul naso. L’unica cosa che a Harry piaceva del proprio aspetto era una cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di una saetta".
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''Birdman'' di Alejandro Gonzalez Inarritu

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Birdman''Non sempre l'arte della recitazione è composta della materia "di cui sono fatti i sogni", spesso il teatro, il cinema e chi li rende possibili grondano di lacrime e sangue, di sentimenti ambigui e, ovviamente, di follia in piccole dosi o in eccessiva quantità. Cinema e teatro, da sempre, in metaracconti hanno esplorato il crinale pericoloso dell'arte interpretativa, a volte mettendo in crisi la mitologia di chi lavora sul palcoscenico o dietro la macchina da presa, la falsità del successo e il tramonto delle "stelle".

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''I guardiani del destino'' di George Nolfi

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''I guardiani del destino'' locandinaLa prolificità letteraria di un autore straordinario come Philip K.Dick, nasceva da esigenze economiche, ma pure da una sua necessità psicologica, che lo portava ad esorcizzare i suoi fantasmi paranoici, il veleno della sua esistenza, trasformandoli in racconti originali, dove il problema dell’identità, delle scelte dell’umanità legate a un sistema di potere inconoscibile e inquietante dominano.

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"II primo incarico" di Giorgia Cecere

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Il primo incarico'' locandinaLa vicenda di Nena, maestra alla prima sospirata mansione d'insegnamento, è ambientata in Puglia nel secondo dopoguerra, ma avrebbe avuto la stessa struttura drammaturgica anche se si fosse svolta in Sardegna, dove, negli anni in cui si dipana la narrazione de “Il primo incarico”, era avventuroso sia raggiungere le sedi assegnate per la docenza, sia riuscire ad organizzare il proprio lavoro in situazioni, spesso, prive di qualsiasi sostegno per la didattica, quando ancora l'analfabetismo, in Italia, era una piaga aperta.

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"La polvere del tempo" di Theo Angelopoulos

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''La polvere del tempo'' locandinaLa produzione di “La polvere del tempo” del maestro Theo Angelopoulos risale al 2008. Presentato al Festival di Berlino nel 2009, è stato sottomesso alle attuali dure leggi della distribuzione italiana (ma non solo), che ammazzano i film o rendendoli invisibili (cioè lasciandoli in “frigorifero”) o portandoli in sala con poche copie e per una manciata di giorni (e un’opera che non segue il target commerciale ha bisogno di un tempo maggiore per conquistare il pubblico).
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"The tree of life" di Terrence Malick

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''The tree of life'' locandinaLe recenti teorie fisiche che hanno aperto orizzonti complessi e straordinari nel campo della cosmologia, hanno messo in evidenza la debolezza dei concetti classici di spazio e tempo. Quest’ultimo, categoria fondante, ritmo non flessibile della nostra quotidianità, è, ormai, considerato attraverso modelli applicabili ai “multiversi”, per cui si dissolve e ci pone davanti a riflessioni filosofiche decisamente innovative.
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"Tatanka" di Giuseppe Gagliardi

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Tatanka'' locandinaA leggerle e a vederle trascritte sullo schermo, le storie di boxe, sociologicamente, appaiono, nella maggior parte, simili. Si tratta, infatti, di uno sport capace di indirizzare positivamente la propria aggressività, che deve essere controllata dalle regole e permette, a livello professionistico, anche una possibilità di riscatto economico.
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"Non lasciarmi" di Mark Romanek

Il consiglio di Elisabetta Randaccio  

''Non lasciarmi'' locandinaL’ultimo film di Mark Romanek –l’inquietante “One hour photo” con un psicolabile Robin Williams, risale al 2002. Dopo quasi dieci anni, ritorna al lavoro di regista basandosi sulle suggestioni di un celebre romanzo di Kazuo Ishiguro, un grande scrittore inglese, nato in Giappone, ma arrivato in Gran Bretagna a soli sei anni e diventato uno dei romanzieri contemporanei più noti e amati.

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"The fighter" di David O. Russell

Il consiglio di Elisabetta Randaccio  
 
''The fighter'' locandina“The fighter” ha avuto una genesi travagliata: doveva essere diretto da Darren Aronovsky e interpretato da Matt Damon. Quest’ultimo è uscito quasi subito dalla partita, mentre il primo è rimasto a dare il suo contributo come produttore esecutivo. A sostituirlo nella regia, David O. Russell, un autore molto originale, che almeno con “Il ladro di orchidee” (2002) e “Three kings” (1999) ha firmato due opere non organiche alla media hollywoodiana.
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"Un gelido inverno" di Debra Granik

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Un gelido inverno'' locandinaMeritava un riconoscimento anche nella notte degli Oscar, “Un gelido inverno” di Debra Granik, già premiato al “Sundance” e a Torino: sicuramente più intenso come miglior film del “Discorso del re” e interpretato da una giovane attrice di cui sentiremo parlare in futuro, Jennifer Lawrence, bella e brava. Certamente essere arrivata alle nomination, assicura alla pellicola una distribuzione capillare che si merita e, si spera, le porti tanti spettatori.

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"Another Year" di Mike Leigh

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Another year'' locandina“Another Year”, firmato dal raffinato regista inglese Mike Leigh (tra gli altri “Segreti e bugie”, 1996, e lo splendido “Il segreto di Vera Drake”, 2004), inizia con una “trappola di sceneggiatura”. La macchina da presa si sofferma sull’attrice Imelda Staunton (la sublime protagonista di “Vera Drake”), maschera di sofferenza e depressione, approdata in una struttura sanitaria inglese per la sua insonnia persistente.
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"Hereafter" di Clint Eastwood

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Hereafter'' locandinaL'invecchiamento e la morte: i due tabù che ancora provocano le reazioni più inconsulte nella nostra contemporaneità. Infatti, in un mondo non disponibile a invecchiare, pronto a tutto pur di allontanare i segni del tempo e la fine della esistenza (non accettata nella sua naturalità), parlare di tali argomenti è considerato indecente.

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"Precious" di Lee Daniel

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Precious'' locandinaEsce anche in Italia, un film che la stagione scorsa è stato un “caso” negli Stati Uniti:  drammatico, interpretato non da divi, su un argomento delicato (gli abusi in famiglia, i più diffusi, secondo i rilevamenti statistici, anche in Italia), arrivato fino al tappeto rosso della notte degli Oscar (lo ha vinto meritatamente Mon'Ique, l'interprete della madre della protagonista: gonfia di rancore, odio, ma pure di un'anaffettività sviluppatasi nella degradazione sociale e emotiva).
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"Una vita tranquilla" di Claudio Cupellini

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Una vita tranquilla'' locandinaIl cinema italiano, nel suo periodo d'oro, si supportava economicamente e artisticamente con il film “di genere”, che niente aveva da invidiare a quello similare prodotto da altre nazioni. Le ricorrenti crisi della nostra industria per il grande schermo e le sue conseguenze, hanno, per anni, annullato questo tipo di pellicola, assorbito malamente dalla fiction televisiva.
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"Uomini di Dio" di Xavier Beauvois

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Uomini di Dio'' locandina
 
“Uomini di dio” –ma il titolo originale “Des hommes et des dieux” è più efficace – ha vinto all’ultimo Festival di Cannes il “Gran Prix”, ma, soprattutto è stato comprato  dalla “Lucky Red”, elemento non scontato, perché si tratta di uno di quei film, ormai trascurati dai distributori italiani, preoccupati di non rischiare e, perciò, tesi ai soliti prodotti banali, grondanti di “già visto”.
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"Gorbaciof" di Stefano Incerti

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Gorbaciof'' locandinaPresentato con successo di pubblico e di critica fuori concorso alla recente Mostra del Cinema di Venezia, “Gorbaciof” di Stefano Incerti è stato selezionato anche per il Festival di Toronto. Non a caso. Questa vicenda minima e, nello stesso tempo esemplare, mantiene uno spessore estetico e contenutistico sicuramente comprensibile immediatamente anche a livello internazionale. 
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“Inception" di Cristopher Nolan

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
 
E' presente, in maniera completa, tutta l'estetica di Cristopher Nolan in “Inception”, che, sostenuto da un budget notevolissimo, legittima l’autore a scatenare il suo universo visionario con effetti speciali (non esclusivamente quelli realizzati magnificamente al computer) senza risparmiare né in denaro, né in eccesso creativo.
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“Niente paura” di Piergiorgio Gay

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''Niente paura'' locandinaLa canzone popolare, pure quella di infimo livello, è uno degli specchi della società. Non è la scoperta del giorno, ma sempre più, soprattutto nel documentario (non esclusivamente italiano) la sua utilizzazione come colonna sonora metaforica, è diffusa e comune. Una canzone può evocare nettamente un’epoca in ogni sua sfaccettatura: i bisogni collettivi, le soddisfazioni o le delusioni di un periodo storico, i cambiamenti culturali e di costume.
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"The road" di John Hillcoat

Il consiglio di Elisabetta Randaccio
 
''The Road'' locandinaPresentato con successo alla scorsa edizione del Festival di Venezia, "The road" di John Hillcoat (già regista del western "La proposta", 2005) era stato congelato con l'assurda definizione di "film deprimente". Sappiamo bene quanto le case di distribuzione monopolistiche, sia in Italia che all'estero, ormai siano dittature culturali e come tali propongano solo le pellicole ritenute commercialmente sicure e senza problemi e, di conseguenza, ritengano il pubblico un coacervo di decerebrati o di bambini deficienti; ma bollare  un'opera come deprimente è inquietante.
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"Agorà" di Alejandro Amenabar

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

''Agorà'' locandinaPuò essere consigliato un film formalmente mediocre? Ridicolo nelle scenografie, pessimo nei costumi, ricco di errori di sceneggiatura (si arriva, per spiegare gli avvenimenti e i passaggi temporali, ad usare tre lunghi “cartelli”!), persino con un uso rabbrividente di una sorta di “google earth”, che dovrebbe alludere a metafore sulla piccolezza della terra e delle sue “voci” perse tra le stelle che puntinano un cielo nero?

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