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Emiliano Morreale a Cagliari: “Non abbiate paura di dare un giudizio”

Emiliano Morreale - ph. Stefano Anedda Endrich

La lezione del critico cinematografico de L’Espresso e Repubblica e di numerose riviste internazionali chiude il seminario di Cinemecum. di Carlo Poddighe - PHOTOGALLERY (foto di S. Anedda, V. Bifulco, L. Crippa)

Non è semplice il “mestiere del critico”, tema dell’ultima lezione del seminario: “Leggere e scrivere il cinema”, che ha avuto come protagonista Emiliano Morreale. Trentanove anni, Laureato in Filosofia a Pisa con Remo Bodei, docente all’Università di Torino e critico cinematografico de L’Espresso, La Repubblica, Il Sole 24 Ore e di diverse riviste internazionali, nel suo intervento, dà subito il primo comandamento ai corsisti: “La critica è sempre al servizio del lettore, rispettate chi vi leggerà più del film di cui state parlando”.

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‘’Death Before Love’’ e il fantasma di Gairo Vecchio

Andrea Congia. ph. Carla Erriu

Un corto di Andrea Congia racconta una storia di mistero e redenzione, con la regia di Valentina Spanu. di Marcello Atzeni

La terra di mezzo, nel cuore della Nuova Zelanda di Peter Jackson, è stato il set naturale per “Il signore degli anelli”. Anche in Sardegna esistono posti dove andare a rinfrescarsi l’anima, “sorseggiare” boccate di natura meravigliosa e colmarsi lo sguardo con visioni oggi da cartolina, domani da cinema.

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Lunga vita a Bob Dylan, nonostante lo snobismo

Bob Dylan

Memorie d'oltrecinema. Gianni Olla ci apre la sua cineteca per riscoprire grandi film che riemergono dal passato. Renaldo e Clara (1978) di Bob Dylan - The last waltz  (1978) di Martin Scorsese - No direction home (2005) di Martin Scorsese - Io non sono qui (2007) di Todd Haynes.

Se avessi fatto parte della giuria del Nobel per la letteratura – ipotesi evidentemente fantascientifica – avrei votato per altri poeti/letterati che ritengo superiori a Bob Dylan. Ad esempio il grandissimo Philip Roth, da almeno dieci anni candidato al premio; oppure gli israeliani Amos Oz e Abraham Yehoshua, rappresentanti di una nuova letteratura, incarnata in un inedito, contraddittorio, travagliato, e soprattutto mai esistito prima, scenario nazionale ebraico.

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''La stoffa dei sogni'' di Gianfranco Cabiddu

''La stoffa dei sogni''

Il consiglio di Elisabetta Randaccio

Sarà stata veramente l'Asinara l'isola dove Shakespeare immaginò il suo capolavoro, "La tempesta"? Questa intrigante ipotesi l'ha affermata Gianfranco Cabiddu, ricordando la lavorazione del suo ultimo film, il più fascinoso della sua carriera, "La stoffa dei sogni". Certo, l'Asinara può ben raffigurare un territorio magico, al limitare tra Inferno e Paradiso (ma per Dante era il Purgatorio un'isola, quella che Ulisse riesce solo a vedere in lontananza durante il suo ultimo naufragio, come accade nella scena iniziale del film ai passeggeri della nave travolta dalle onde).

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