Percorso

 

I migliori film della storia del cinema e della vita dei critici e degli spettatori

Riflessioni sul cambiamento dei gusti e delle estetiche dal dopoguerra ad oggi attraverso i referendum della rivista inglese Sight and sound. Memorie d’oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla

''La donna che visse due volte''In un precedente articolo ho segnalato il restauro e la distribuzione nelle sale di un film piuttosto noto e discusso di Alfred Hitchcock: La donna che visse due volte (1959). È obbligatorio, prima di proseguire, citare La Cineteca di Bologna, responsabile di questo e altri preziosi restauri che, negli ultimi dieci anni, hanno permesso la circolazione di importanti pellicole del passato nelle sale  di tutt’Italia.

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Trent’anni fa crollava il muro di berlino

Il simbolo della guerra fredda. Romanzi e film, famosi o nascosti, hanno raccontato la storia e soprattutto l’epica di una divisione del mondo e dell’europa durata quarant’anni.

Il ponte delle spie (2017) di Steven Spielberg, La talpa (2011) di Tomas Alfredson, La Casa Russia (1991) di Fred Schepsi, Il quarto protocollo (1984) di John Mckenzie, I film sull’agente 007 (1962-1987), La spia che venne dal freddo (1966) di Martin Ritt, Ipcress ( 1966) di Sidney Furie, Il sipario strappato (1967) di Alfred Hitchcock, Chiamata per il morto (1967) di Sidney Lumet, Topaz (1969) di Alfred Hitchcock, Funerale a Berlino (1967) di Guy Hamilton, Un cervello da un miliardo di dollari (1967) di Ken Russell, La talpa (1967) – serie tv di John Irvin, Uno, due tre (1961) di Billy Wilder, Gente di notte (1954) di Nunnally Johnson, Accadde a Berlino (1953) di Carols Reed, Salto mortale (1953) di Elia Kazan, Gente di notte (1954) di Nunnally Johnson, Il terzo uomo (1948) di Carol Reed

Il bacio tra breznev e honeckerQualche mese fa, la copertina del supplemento di un noto settimanale di cinema e televisione ha presentato in prima pagina il celebre bacio in bocca, quasi appassionato, tra il segretario generale  Brèžnev , ovvero il capo riconosciuto dell’URSS dal 1964 al 1982, e il suo collega Honecker, leader incontrastato della Germania Est, o meglio DDR, Repubblica Democratica Tedesca.

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''Sentire'' i film con il corpo e il cervello, non sempre consciamente

Il caso de ''La donna che visse due volte'', di nuovo nelle sale cinematografiche. Memorie d’oltrecinema, la cineteca di Gianni Olla

''Vertigo''La Cineteca di Bologna ha rimesso in circolazione nelle sale cinematografiche, a partire da Dicembre – a Cagliari il locale di riferimento è il Greenwich – la versione restaurata di uno dei film più misteriosi e anche più controversi di Alfred Hitchcock: La donna che visse due volte.

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Melville tra film visibili e famosi e cinema immaginario o palinsestuale

Memorie d'oltrecinema.  La cineteca di Gianni Olla
Habemus Papam (2011) di Nanni Moretti, Moby Dick (1957) di John Huston, Billy Budd (1962) di Peter Ustinov, I giorni contati (1962) di Elio Petri, Duel di Steven Spielberg (1971), La conversazione (1974) di Francis Ford Coppola, Lo squalo (1975) di Steven Spielberg, Pola X di Leo Carax (1999), The hearth of the see (2014) di Ron Howard

MelvilleSono stato tra i non pochi critici cinematografici che, dopo aver visto Habenus Papam di Nanni Moretti, hanno  sottolineato che il cognome del cardinale, Melville, era quasi un omaggio al celebre autore di film noir, francese, Jean Pierre Melville.

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Il neorealismo puro che resiste alle avanguardie degli anni sessanta

Memorie d’oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla.
Il brigante (1960), un film dimenicato firmato da Renato Castellani e Giuseppe Berto. E poi La dolce vita (1960) di Federico Fellini, Rocco e i suoi fratelli (1960) di Luchino Visconti, Salvatore Giuliano (1962) di Francesco Rosi, La sfida (1958) di Francesco Rosi, Il grido (1958) di Michelangelo Antonioni

''Il brigante''Tullio Kezich, in apertura del suo celebre saggio  Noi che abbiamo fatto la Dolce vita – pubblicato da Sellerio nel 2010 – raccontò di aver seguito la nascita e la produzione del film di Fellini, quasi per caso.
Era il 1958. Il critico e giornalista fu inviato a Roma per confezionare  ''un’inchiesta sul giovane cinema, dato per morto dagli orfani del neorealismo.''

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Polonia: "Guerra fredda" tra storia e sentimenti

Memorie d'oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla
Cold War (2018), Ida (2014) di Pawel Pawlikowski, Mani in alto (1968), Quattro notti con Anna (2008) di Jerzy Skolimowski, Il decalogo 8 (1988) di Krzysztof Kieślowski

''Cold War''Cinema e storia. E politica, che dopotutto è inclusa nella storia, e viceversa.
Sugli schermi è apparso, non fugacemente, dopo il premio per la regia a Cannes 2018, Cold War di Pawel Pawlikowski.  Regista cosmopolita di 60 anni, figlio di genitori polacchi fuggiti dal loro paese nel 1954, attivo  soprattutto in Gran Bretagna e negli Usa, aveva presentato nel 2013, Ida, prodotto e girato in quello che, attualmente, è il suo paese “ritrovato”: la Polonia.

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Memorie d'oltrecinema

La cineteca di Gianni Olla. Viaggio nel decalogo filmico del Sessantotto attraverso i circoli del cinema, i cineclub, i cineforum.

1968Ai primi di novembre sono stato Invitato al convegno cagliaritano della Federazione italiana circoli del cinema. Mi si chiedeva di raccontare la “cinefilia” politica del Sessantotto, ovvero “che cosa si vedeva sugli schermi dell’associazionismo cinematografico di quegli anni”.
Ovviamente, la ragione dell’invito stava nella lunga lista di film presenti nel mio libro A morte i padri. Cinema e film negli anni della contestazione: dove si erano viste quelle pellicole, in Italia, ma soprattutto a Cagliari o in altre località della Sardegna.

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Kubrick novanta: l'ordine e il caos

Memorie d'oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla

''2001: Odissea nello spazio''Nell’estate appena conclusa ho rivisto in una sala cinematografica 2001 Odissea nello spazio. Il sonoro era ottimo, al punto da percepire quella musica/rumore di fondo – in realtà di Ligeti – che dovrebbe acclimatare lo spettatore in uno spazio infinito e angosciante. Lo schermo era sufficientemente grande, quasi avvolgente, di nuovo per accogliere lo spettatore in un universo immaginario solcato dalle astronavi.

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Roth/Allen, Allen/Roth

''Amore e guerra''

Confronto critico tra due mondi paralleli, sempre sul punto di sfiorarsi, anche senza volerlo. Memorie d'oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla

Love and Death, Amore e morte. Questo è il titolo originale di Amore e guerra, un film, girato nel 1975, che viene considerato il primo tentativo di Woody Allen di oltrepassare la barriera della comicità cabaretistica, basata, da un lato, sulla sua verve di scrittore per la radio e la scena, dall’altro sull’essere stato, fino a non molti anni fa, un “one-man-show”.

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Sorrentino, come Fellini, non sogna più.

Federico Fellini

Gli ultimi film del regista riminese, scomparso nel 1993, ci hanno raccontato un mondo segnato dalla disillusione e della morte della poesia. Il regista napoletano attualizza quella profezia. Memorie d’oltrecinema. La cineteca di Gianni Olla

Prova d’orchestra (1979), La città delle donne (1980), Ginger e Fred (1985), La voce della luna (1990) di Federico FelliniLoro 1 e 2(2018) di Paolo SorrentinoVideocracy (2013) di Erik Gandini

Nonostante la definizione, un po’ occasionale, di una categoria filmica apposita, il “cinema del reale”,  la scrittura del reale, cioè qualcosa che ha dei punti di convergenza con il mondo vissuto dalla maggior parte degli “umani”, è diventata, da almeno trent’anni, un problema complicato per chi si prova a raccontare il presente con gli strumenti del cinema.

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