Cinemecum - numero 17 - novembre 2016

Percorso

Seminario ''Leggere e scrivere il cinema''

(ph. Rosi Giua) Gianni Morandi e Enrica Anedda con la rivista cartacea Cinemecum e un volantino del Seminario

A Cagliari, un corso di critica cinematografica e analisi del film. Scopri programma e docenti. di Carlo Poddighe

Prenderà il via sabato 12 novembre e proseguirà nei tre week end successivi il Seminario di introduzione alla critica e alla analisi del film: Leggere e scrivere il cinema, organizzato dall’associazione “Cagliari in cortometraggio" in collaborazione con la testata online Cinemecum.it, con l 'Ordine dei giornalisti della Sardegna e con la Fondazione Sardegna Film Commission.

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Nasce ‘’Cultura Identità’’: oltre il pensiero unico e il politically correct

Edoardo Sylos Labini (ph. Stefano Anedda Endrich)

Edoardo Sylos Labini, attore e direttore de Il Giornale OFF, lancia la sfida mettendo in rete i non allineati. di E. A. - Foto di Stefano Anedda Endrich

Domenica 20 novembre, dopo le lezioni di David Bruni e Elisabetta Randaccio, il seminario di cinema si è concluso con Edoardo Sylos Labini. L'artista, a Cagliari per una breve visita, si è affacciato timidamente all’entrata della bella sala dell’Uci, preannunciandosi con un sms: “sono arrivato”.

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''La stoffa dei sogni'', la magia del teatro secondo Cabiddu - Trailer

Cabiddu e Rubini

Arriva nelle sale il film girato all’Asinara, omaggio a Shakespeare e De Filippo. Intervista con il regista di Carlo Poddighe

Un film “made in Sardinia” realizzato da un regista sardo: Gianfranco Cabiddu, in una location sarda: l’isola dell’Asinara e con alla base un soggetto forte: La tempesta di Shakespeare, nella traduzione che ne fece ne L’Arte della commedia Eduardo De Filippo, con cui il regista de Il figlio di Backunin ebbe modo di collaborare.

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Angélique Cavallari, l’angelo del Purgatorio

Angelique Cavallari

È stata la traghettatrice di anime in Mancanza, girato a Cagliari, e con l’Isola ha un rapporto speciale. di Valentina Bifulco

Angélique Cavallari è un’artista che si mette in gioco: l’abbiamo appena vista nel ruolo di Angelo-Ulisse, nella seconda parte della trilogia Mancanza di Stefano Odoardi, lavoro in cui ha recitato in un progetto senza sceneggiatura, “non scritto” come lo definisce il regista.

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''La finestra'' di Silvia Perra al Torino Film Festival

Il dramma romantico dello spopolamento dei piccoli paesi nel corto che la giovane regista presenta alla rassegna. di Anna Brotzu

Torino Film Festival

Una storia semplice – emozionante e attuale: La finestra di Silvia Perra (saggio di diploma in regia dell'artista cagliaritana (classe 1988) al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma) in anteprima venerdì 25 novembre al 34° Torino Film Festival, sezione Festa Mobile/Festa Vintage, racconta il senso di spaesamento degli ultimi abitanti di un villaggio della Sardegna, costretti a lasciare le loro case e a trasferirsi in un ambiente estraneo.

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Il mare sardo negli occhi di Sonia Eyes

Sonia Eyes

La storia dell’attrice con il sangue di Siamanna nelle vene. di Marcello Atzeni - PHOTOGALLERY

Nell'immaginario collettivo chi fa l'attrice nel mondo dei film hard è straniera. Invece esistono delle eccezioni. Una di queste si chiama Sonia Selis, nata a Monaco di Baviera da babbo di Siamanna (Oristano) e mamma catanese. Il suo cognome non vi dice nulla? Infatti. Lo ha cambiato in Eyes.

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Le epiche sfide tra Far West e lontano Oriente

''I magnifici sette'' di Antoine Fuqua

Memorie d'oltrecinema. Gianni Olla ci apre la sua cineteca per riscoprire grandi film che riemergono dal passato 

Non farò molti rilievi critici sulla nuova versione de I magnifici sette firmata da Antoine Fuqua. In parte perché questo spazio, gentilmente messomi a disposizione dai responsabili della rivista, è stato destinato ad una sorta di viaggio nel passato, mio e dei film sui quali mi soffermo; in parte perché, rispetto ai tanti e inevitabili “remake” (l’ultimo, passato quasi inosservato, è The Revenant di Inarritu, rifacimento quasi esplicito di Uomo bianco va col tuo dio, diretto nel 1971 da Richard Sarafian), della vecchia trama di I magnifici sette di Sturges non è rimasto molto: ovviamente il numero degli eroici combattenti che, nel manifesto, vengono indicati con un grande 7 in cifre; poi la musica di Elmer Bernstein nel finale, sorta di omaggio extra testuale al maestro di tanti film hollywoodiani, tra i quali appunto il vecchio film di Sturges; e quindi, qualche richiamo alle psicologie dei vecchi protagonisti.

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